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La cima più alta dell’isola (914
m.) si trova al centro della
regione nord-orientale di Corfù,
che da una conformazione
particolare a tutta la zona. Sui
suoi pendii, ma anche sulla costa
sorgono più di 60 tra agglomerati
di case e villaggi, con una
popolazione di circa 6000 abitanti.
Gli scoscesi pendii orientali del
Pandokratora, pieni di uliveti, con
vista sulle coste dell’Epiro e
dell’Albania, scendono verso il
mare formando una serie di piccoli
golfi, piccole spiagge, alcune
sabbiose e altre rocciose, penisole
e pittoreschi promontori.
Il terreno e' pieno di pietre, ma
tra le colline si innalzano piccole
isole verdi, le fertili “vothines”.
Oggi solo le capre vi pascolano ma
una volta venivano coltivati a mais
e frumento. Rimangono ancora alcuni
segni dell’uso che ne veniva fatto
nel passato: aie, muri a secco che
dividevano le proprietà, le
cisterne di pietra e costruzioni
isolate nelle quali alloggiavano i
contadini all’epoca del raccolto.
La zona delle “vothines” è un
paradiso per chi ama passeggiare:
si può girovagare liberamente
poiché non ci sono piante e pietre
a fare da ostacolo. Si può
raccogliere lo zafferano, il fiore
eccezionale usato anche per il
risotto alla milanese. Risalendo il
monte si incontrano molti villaggi,
i cui abitanti vivono solo di
allevamento e della coltivazione
degli ulivi.
La strada litoranea orientale per
Pantocrator inizia dalla città,
risale a nord e scorre lungo la
costa, quasi ad abbracciare tutta
la regione. Sulla sinistra si
incrociano alcune stradine che
permettono di arrampicarsi sulle
pendici del Pandokrator, per
ammirare suggestivi villaggi
abbandonati, dalla vista
panoramica.
Le zone attorno la montagna "
Pantocrator "
Kassiopi:
a 36 km. dalla città, si trova il
centro più importante della zona e
attorno al suo porto si raggruppano
locali che offrono soluzioni di
ristoro e divertimento varie.
L’antica Kassiopi fu fondata nel
281 a.C. ad opera degli abitanti
dell’omonima località dell’Epiro,
giunti quì quando Pirro occupò
l’isola. Il nome deriva dal tempio
dedicato a Giove Cassio, eretto in
posizione ben visibile. Sull’altare
del tempio cantò anche Nerone
quando visitò la località. Il
tempio ormai non esiste più, ma
probabilmente era lì dove adesso si
erge la chiesa della Madonna
Cassiopitras. Qui si trovava anche
la più antica fortezza dell’isola,
costruita dai Romani e migliorata
dagli Angioini, dimostrazione
dell’importanza strategica
rivestita nei tempi passati. La
fortezza fu distrutta dai Veneziani
e le rovine rimaste oggi sono
quelle di un castello costruito in
un secondo tempo dagli stessi.
Aghios Spiridon: i pendii settentrionali del
Pandokrator terminano su spiagge
rocciose, ad eccezione della
penisola di Aghios Spiridon, dove
la chiesetta del Santo si erge
sull’omonima costa. La strada
attraversa il piccolo ponte
sull’imboccatura della laguna
Andiniotis e porta alla spiaggia di
Ghialiskari e al Monastero di Aghia
Ekaterini
Almiros
& laguna Andinioti: si estende su
400 ettari e accoglie oltre ai
pesci anche mammiferi, anfibi,
rettili e molti uccelli rari (sono
state osservate più di 96 specie di
uccelli migratori), per cui risulta
essere un importante ecosistema ed
è un area protetta. La spiaggia di
Almiros è una grande e tranquilla
spiaggia sabbiosa con delle belle
taverne famigliari, casette sulla
spiaggia
Nella zona di Almiros sono stati
ritrovati nel sottosuolo dei
reperti archeologici di un abitato
rurale dell’epoca Ellenica.
Acharavi:
o “Anacharavi”, secondo un’altra
tradizione, una volta era chiamata
Ivi (Ebe Acharavi). Nel 32 a.C. i
Romani distrussero il villaggio e
uccisero tutti i giovani. Quello
che rimase dopo lo sterminio era
una “Ebe infelice” (“achari -
Ivi”), da cui deriva il nome
odierno. Oggi è il capoluogo del
comune di Thinali, il cui
territorio si estende tra Roda e
Almiros. E’ un grande centro
turistico con alberghi, ristoranti
e bar.
Roda:
un villaggio costiero,
continuazione di Acharavi con la
lunga spiaggia (7 km.) che continua
fino ad Almiros. Interessanti sono
le rovine del tempio di Apollo in
stile dorico del V sec., del quale
alcuni elementi sono esposti al
Museo Archeologico. Voltando a
sinistra, all’incrocio per Roda,
seguite la strada periferica, vi
porterà alle pendici occidentali
del Pantokrator attraverso colline
alberate.
Perithia vecchia : villaggio veneziano dalle
antiche radici, con vecchi palazzi
in pietra e tante chiese, è il più
interessante esempio di vita
passata. Il nome, probabilmente
deriva da “peri + theo”, cioè
guardo attorno. Qui era la sede,
molto ricca, del comune di
Kassiopi; i suoi terreni si
estendevano fino all’area su cui
oggi si erge la Nuova Perithia. La
posizione ad altezza elevata era
dovuta alla paura delle incursioni
dei corsari, ma anche al bisogno di
sfuggire alle zanzare e alle
infezioni febbrili della zona
costiera. Quando, nel XX sec.,
queste motivazioni vennero a
mancare, il villaggio fu
abbandonato. Oggi e un “museo
naturale”. In inverno e' abitato da
2-3 persone che si occupano
dell’allevamento di animali.
Ultimamente, grazie alla riscoperta
dei suoi valori, Perithia ha
conquistato molti nuovi visitatori,
una nuova tavernetta e un grande
desiderio di ripopolamento.
L’ultima domenica di luglio vi si
svolge la processione in onore
della Madonna, in ricordo del suo
intervento miracoloso durante
un’epidemia nel 1863.
Vecchia Sinies : E’ un altro villaggio
abbandonato sulle pendici
meridionali del Pantokratora. Come
per la Vecchia Perithia, i suoi
abitanti si stabilirono qui con
l’intento di rifugiarsi dalle
incursioni e terminò con l’
abbandono a favore delle coste più
fertili e ormai sicure.
Strinila:
si trova sulle pendici occidentali
della regione di Oros ed è un
villaggio di montagna sensibilmente
diverso dagli altri abitati di
Corfù, tanto dal punto di vista
architettonico quanto per il clima.
Il villaggio è famoso per il suo
vino, che può essere gustato nelle
suggestive taverne.
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